Bolkestein

Balneari, Ricci (ITB Italia): “Governo agisca, abbiamo perso 12 anni di tempo”

” Bolkestein a Roma ci ha detto che la direttiva non riguarda le concessioni balneari”.

Le attività balneari rientrano o no nella famosa “Direttiva Bolkestein”? Per rispondere a questa fondamentale questione e capire quindi quale sarà il futuro delle concessioni balneari, lo scorso 18 aprile a Roma, presso la Sala dei Gruppi parlamentari della Camera, si è svolto un incontro tra l’ex Commissario europeo Frederick Bolkestein e ITB Italia, l’associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.

L’incontro – organizzato dall’associazione “Donne Damare” in collaborazione con ITB Italia e Assobalneari Confindustria – ha partecipato tutto il direttivo di ITB Italia e molti parlamentari, di tutte le forze politiche.

 

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Direttiva Bolkestein e concessioni balneari

  • Ottobre 2008: due anni dopo l’approvazione della Bolkestein, l’Antitrust dichiara che le norme italiane sul rinnovo delle concessioni demaniali marittime violavano la concorrenza;
  • 2009: La Commissione Europea apre una procedura d’infrazione verso l’Italia;
  • 2010: Con la legge comunitaria 2010 viene eliminato il meccanismo del rinnovo automatico delle concessioni a scadenza e si delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per il riordino della legislazione;
  • 2012: la Commissione archivia la procedura d’infrazione, il termine per esercitare la delega scade il 17 aprile 2013 ma il Governo non produce nessun decreto legislativo. Il termine di durata delle concessioni balneari in essere al 30 dicembre 2009 e in scadenza entro il 2015 viene prorogato al 2020;
  • 14 luglio 2016: La Corte di Giustizia Europea, citando il diritto comunitario, stabilisce che le concessioni non possono essere prorogate in modo automatico in assenza di procedure di selezione dei potenziali candidati.

Come sostengono da sempre gli imprenditori balneari, le attuali concessioni vengono considerate delle “concessioni di beni” e, di conseguenza, non rientrerebbero nella Direttiva Europea, che riguarda le “concessioni di servizi”. Una bella differenza, che ha fatto sì che Paesi come Francia, Spagna e Portogallo abbiano deciso di non applicare la direttiva alle proprie spiagge.

Il ruolo dell’ITB Italia

giuseppe ricci Bolkestein
Giuseppe Ricci, presidente ITB Italia

Era il novembre 2011 quando alcuni rappresentanti di ITB Italia (tra cui il presidente Giuseppe Ricci, Piero Bellandi del Comitato Balneari, l’ex sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, e la senatrice del Pd Manuela Granaiola) volarono a Bruxelles per incontrare due referenti dell’Unione Europea, Martin Frohn e Daniel Kramer: questi ultimi spiegarono che le imprese balneari italiane avevano il diritto di essere salvaguardate e che ciò spettava solo ed esclusivamente al nostro governo, che però fino a quel momento sulla questione aveva fatto poco e niente.

Il presidente di ITB Italia, Giuseppe Ricci, ha già spiegato in diverse occasioni che la questione Bolkestein-concessioni balneari è un problema solo italiano e, come tale, dev’essere risolto dalle nostre istituzioni.
Lo abbiamo intervistato.

Presidente Ricci, com’è andato l’incontro del 18 aprile a Roma?

“L’incontro è stato molto positivo: Bolkestein ha detto che la direttiva non riguarda le concessioni balneari. Noi infatti non siamo una società di servizi ma di beni, poiché operiamo su un bene demaniale. C’è stato un grosso equivoco: la direttiva Bolkestein opera sui servizi, non sui beni”.

Adesso quindi cosa accadrà?

“Noi pretendiamo che i politici reinseriscano l’Art. 37 del Codice della Navigazione e la Legge 88/2001 perché altrimenti nel 2020, se non prima, rischiamo di andare all’asta senza alcuna protezione: se a un imprenditore balneare con un mutuo viene messo all’asta il suo stabilimento questi non guadagnerà, non potrà pagare il mutuo e si ritroverebbe senza lavoro e senza casa”.

 

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Quali saranno le vostre prossime iniziative?

“Noi ci auguriamo che la Commissione Speciale deliberi la reintroduzione dell’Art. 37 del Codice della Navigazione e della Legge 88/2001, in questo modo torneremmo ad essere competitivi. Abbiamo perso 12 anni di tempo rispetto alla Spagna e ad altri Paesi europei, lo Stato deve mettere fine a questo stillicidio.
Se la politica è ancora al servizio dei cittadini agisca subito, senza aspettare il prossimo governo. Noi abbiamo avuto delle promesse, speriamo non siano state solo elettorali.

Spero che ciò che ci ha detto Bolkestein serva alla politica per tornare in sé e iniziare a fare gli interessi di decine di migliaia di imprese balneari che lavorano, producono e fanno girare l’economia. Noi – conclude Ricci – non vogliamo redditi di cittadinanza, vogliamo solo continuare a lavorare nelle nostre imprese, anche perché dal nostro lavoro traggono benefici interi territori”.

Photo credits: Pagina FB ITB Italia

Autore

Antonino Neri

Antonino Neri

Romano, classe '84, giornalista pubblicista. Appassionato patologicamente di calcio e tecnologia, cerco di ampliare il mio bagaglio. Anche quello culturale. Amo il cinema, la musica dal vivo e, ovviamente, viaggiare. Un caporedattore anni fa mi disse "bisogna lavorare presto e bene": nel tentativo di seguire ogni giorno il suo prezioso insegnamento, cerco di godermi al meglio ogni attimo...

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