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AIDS. 7-10 nuovi casi l’anno fra Ascoli e San Benedetto

I dati regionali, i servizi sanitari e le attività di sensibilizzazione e prevenzione

Oggi, 1 dicembre, è la Giornata Mondiale contro l’AIDS. In Italia ci sono 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV, che corrispondono a 5,7 abitanti infetti per ogni 100.000 residenti. L’età media è compresa tra i 25 e i 35 anni, soprattutto uomini. Questo è ciò che emerge dagli ultimi dati del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids al 31 dicembre 2016. A livello nazionale si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv che dell’incidenza (casi/popolazione).

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L’AIDS nelle Marche

Nelle Marche l’andamento dei nuovi casi di infezione da HIV negli ultimi 7 anni è stato altalenante: si è passati da 99 casi (nel 2010) a 74 (2011), poi 84 (2012), 56 (2013), 88 (2014), 71 (2015) ai 113 del 2016 (di cui 73 italiani e 40 stranieri).

Numero di casi di AIDS dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi, per provincia di residenza:

  • Ancona 373
  • Ascoli Piceno 182
  • Fermo 157
  • Macerata 205
  • Pesaro e Urbino 307

La Dott.ssa Maria Grazia Mercatili, responsabile della U.O. Promozione ed Educazione alla Salute dell’Area Vasta 5, spiega: “Noi facciamo una campagna di prevenzione sull’HIV nelle scuole di Ascoli e San Benedetto: nelle classi terze medie, insieme a operatori del consultorio, svolgiamo incontri sull’affettività e sessualità, sulle IST (infezioni sessualmente trasmissibili), ma soprattutto sensibilizziamo gli insegnanti in modo che passino le informazioni ai loro studenti. Negli istituti secondari di secondo grado dal 2005 abbiamo avviato un progetto di “peer-education” con cui formiamo gli studenti sugli stili di vita: alcool, fumo, alimentazione e malattie sessualmente trasmissibili”.

Sul nostro territorio si occupa di AIDS da anni la Dott.ssa Giulia Del Veiss, psicologa dello U.O. Promozione ed Educazione alla Salute dell’Area Vasta 5, che fornisce alcuni dati: Nell’Area vasta 5 Ascoli-San Benedetto abbiamo in carico 220 pazienti HIV e con AIDS conclamato. L’altro dato allarmante è che ci sono da 7 ai 10 nuovi casi ogni anno, quindi negli ultimi anni abbiamo registrato un incremento di infezioni. Dal 2006 – prosegue Del Veiss – abbiamo attivato sportello dell’U.O. Malattie infettive, uno sportello di consulenza psicologica per i pazienti sieropositivi e con epatite C a cui si rivolgono pazienti sia di Ascoli che di San Benedetto”.

Molto attiva sul tema è anche la Fondazione Arché Onlus, un’organizzazione per bambini e mamme nata nel 1991 a Milano, su iniziativa di padre Giuseppe Bettoni, per rispondere all’emergenza dell’HIV pediatrico. La Fondazione è presente con i suoi progetti, oltre che a Milano, anche a Roma, a San Benedetto del Tronto, in Kenya e nello Zambia.

Il presidente, Padre Bettoni, spiega: “Siamo partiti nel seguire bambini affetti da HIV, ma adesso ci interessiamo soprattutto del disagio psico-sociale delle mamme e dei bambini e dei minori allontanati per diversi motivi. Molte donne vengono nelle nostre comunità per avere un’opportunità ed evitare la separazione dai loro figli”. Oggi infatti la mission di Arché consiste nel prendersi cura del nucleo “mamma e bambino” con disagio sociale e fragilità personale, con l’obiettivo di accompagnarlo nella costruzione dell’autonomia sociale, abitativa e lavorativa. Tutto questo avviene attraverso l’accoglienza del nucleo in strutture protette, l’inserimento in appartamenti in semiautonomia, l’avviamento al lavoro e alla professionalizzazione, l’assistenza in ospedale e a domicilio e l’educazione alla cittadinanza attraverso seminari, interventi nelle scuole e laboratori.

Per quanto riguarda la nostra città, abbiamo sentito la referente della Fondazione Arché per San Benedetto del Tronto, Ilaria Quondamatteo: “A San Benedetto siamo attivi dal 2009 ma finora non ci è capitato di seguire casi di sieropositivi, sono presenti soprattutto ad Ancona (anche perché “molte persone non si fanno visitare a San Benedetto”, come ci spiega al telefono padre Bettoni). Qui a San Benedetto – prosegue Quondamatteo – ci occupiamo del rapporto mamma-bambino, diamo assistenza in ospedale, alla prima uscita e nelle comunità. Inoltre, da 4 anni parliamo di prevenzione nelle scuole di San Benedetto”.

 

Fonte immagini: lila.it 

Autore

Antonino Neri

Antonino Neri

Romano, classe '84, giornalista pubblicista. Appassionato patologicamente di calcio e tecnologia, cerco di ampliare il mio bagaglio. Anche quello culturale. Amo il cinema, la musica dal vivo e, ovviamente, viaggiare. Un caporedattore anni fa mi disse "bisogna lavorare presto e bene": nel tentativo di seguire ogni giorno il suo prezioso insegnamento, cerco di godermi al meglio ogni attimo...

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